Aiuto le persone a sbloccare situazioni sentimentali o interpersonali che generano sofferenza. Mi occupo principalmente di dipendenza affettiva, difficoltà a stabilire confini sani, schemi ripetitivi (come attrarre sempre partner non disponibili) e problemi di comunicazione. L'obiettivo è aiutarti a costruire legami basati sulla reciprocità e non sul bisogno o sulla paura dell'abbandono.
La sessualità è il punto di incontro perfetto tra mente e corpo. Mi occupo di disfunzioni sessuali, calo del desiderio, ansia da prestazione e difficoltà a lasciarsi andare. Lavoro per rimuovere i blocchi emotivi, lo stress e le paure inconsce che "spengono" la risposta fisica del corpo, aiutandoti a ritrovare un'intimità serena e appagante.
La famiglia è un sistema: se un ingranaggio si blocca, tutti ne risentono. La terapia familiare è fondamentale quando ci sono conflitti costanti, difficoltà di comunicazione tra genitori e figli, o quando si attraversano grandi cambiamenti (lutti, separazioni, trasferimenti). Nel mio studio non cerchiamo il "colpevole", ma lavoriamo insieme per ristabilire un nuovo equilibrio in cui tutti si sentano ascoltati e compresi.
Si intraprende per superare crisi profonde, tradimenti o muri di silenzio. Ma attenzione: la terapia di coppia non serve a "stare insieme a tutti i costi". Serve a fare chiarezza: per ritrovarsi su basi nuove e più solide, o per imparare a capirsi in modo maturo e meno distruttivo possibile.
Assolutamente sì. Non hai bisogno del permesso o della presenza dell'altro per iniziare a stare meglio. Una relazione è come una danza: se uno dei due cambia i propri passi, l'altro sarà costretto ad adattarsi e l'intera dinamica cambierà. Lavorando su te stesso/a e sui tuoi confini, modificherai inevitabilmente anche il rapporto di coppia.
Non è sfortuna e non è colpa del destino. Spesso ripetiamo inconsciamente "copioni" relazionali imparati nel passato, cercando di curare vecchie ferite attraverso partner simili a chi ci ha fatto soffrire. Nel percorso lavoreremo per rendere consapevoli questi meccanismi (le radici della dipendenza affettiva) in modo da poterli spezzare e iniziare a scegliere attivamente chi ti fa stare bene.
Sì. L'amore da solo non basta se manca il "vocabolario" per comunicare. Spesso non si litiga per il problema in sé, ma per come ci si sente trattati durante la discussione. Impareremo a disinnescare la dinamica dell'accusa e della difesa, sostituendola con un ascolto vero, dove si attacca il problema e non la persona.
È una delle situazioni più dolorose, ma incredibilmente comuni. Razionalmente sai che la relazione non funziona o ti fa spegnere, ma emotivamente sei bloccato dal senso di colpa, dalla paura dell'ignoto o dal terrore della solitudine. Il nostro cervello, per un meccanismo di sopravvivenza, preferisce spesso una sofferenza "familiare" e conosciuta a un cambiamento totalmente sconosciuto.
Spesso in questi casi il problema non è l'amore, ma l'attaccamento e la difficoltà a tollerare l'idea del distacco. Nel nostro percorso non ti forzerò mai a prendere decisioni affrettate e non ti giudicherò per i tuoi tentennamenti. Lavoreremo, invece, per rinforzare la tua sicurezza interiore, disinnescare la paura del vuoto e costruire gli strumenti emotivi per permetterti di fare, rispettando i tuoi tempi, quel passo che in fondo sai già essere necessario per ritrovare te stesso/a.
Il desiderio non è una linea dritta: fluttua in base allo stress, alla stanchezza e alle fasi della vita. Un calo è normale, ma se diventa prolungato e genera sofferenza, è un campanello d'allarme. Molto spesso il desiderio si spegne perché si è persa la connessione emotiva o ci sono risentimenti irrisolti. Ricollegando la mente e curando la relazione, il corpo tornerà a rispondere.
Se le indagini mediche hanno escluso cause prettamente organiche, significa che dobbiamo guardare a come il tuo sistema nervoso sta "leggendo" il momento dell'intimità.
La risposta sessuale si basa su un presupposto fondamentale: il senso di sicurezza. Se durante il rapporto sei concentrato sull'ansia da prestazione, sulla paura del giudizio o su pensieri negativi, il tuo cervello percepisce una "minaccia". Di conseguenza, spegne le sensazioni di piacere e blocca la fisiologia del corpo.
Questo è particolarmente vero quando parliamo di dolore (come nel vaginismo o nella dispareunia). Il dolore non è mai solo un segnale meccanico che parte da un punto del corpo (l'input periferico), ma è l'elaborazione che il cervello fa di quel segnale. Se la tua mente è in allarme o si aspetta di provare male, il cervello "amplificherà" la sensazione di pericolo, causando contrazioni involontarie o trasformando il contatto in sofferenza. Il percorso psicologico serve proprio a ricostruire la sicurezza emotiva, cambiando i pensieri e disinnescando l'allarme, per permettere al corpo di tornare a provare piacere.
È la reazione più naturale del mondo: parlare di sessualità ci rende estremamente vulnerabili. Il mio studio (sia in presenza che online) è uno spazio completamente privo di giudizio morale o estetico. Non ti farò domande invadenti finché non sara il momento. Seguiremo i tuoi tempi, costruendo prima un rapporto di fiducia solido, per poi affrontare l'argomento in modo delicato e professionale.