Percorso strutturato · Approccio PNEI

Fibromialgia e dolore cronico

Tornare a vivere

Un percorso clinico, con fasi chiare, per chi convive con la fibromialgia. Non un elenco di consigli, ma un lavoro strutturato per capire come funziona il tuo dolore e su cosa possiamo agire, insieme — con l'approccio della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia, con rigore scientifico e senza promesse facili.

Una donna e un uomo di schiena: lungo la colonna e sui punti del corpo si accendono i punti del dolore diffuso

La fibromialgia in Italia

Reale, diffusa, ancora poco riconosciuta

I numeri raccontano perché serve un percorso dedicato e competente: troppe persone attraversano anni di attese e risposte parziali prima di ricevere cure adeguate.

~2 mln
Persone colpite in Italia

dato di prevalenza stimato

33%
Riceve una diagnosi

circa 600.000 persone

4,5 anni
Tempo medio per la diagnosi

fino a 7 anni

7
Specialisti consultati

prima di arrivare alla diagnosi

34%
Dei diagnosticati accede ai farmaci
20%
Riceve cure adeguate
30%
Dei clinici sa come trattarla
Fonti dei dati
Scheda ICD-11 in italiano: «Fibromialgia — Disturbo primario del dolore cronico diffuso», accanto a una figura umana con i punti del dolore accesi

Cos'è, davvero

Un dolore reale, riconosciuto

La fibromialgia non è «tutto nella testa». È classificata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD-11) come dolore cronico primario: il dolore non è il sintomo di un'altra malattia da scovare — è la condizione in sé, con meccanismi propri che la ricerca conosce sempre meglio.

In un dolore cronico primario il sistema che segnala il dolore diventa più sensibile: percepisce come minaccia anche stimoli che di solito non farebbero male. Non è debolezza, non è immaginazione — è un funzionamento del sistema nervoso che possiamo imparare a conoscere, e a influenzare. Ed è proprio da qui che parte il percorso.

Il cuore del percorso

Su cosa lavoriamo insieme, e perché

Il lavoro non è generico: parte da un'idea precisa — agire sui processi mentali che, in modo diretto e indiretto, attivano le aree cerebrali che gestiscono il dolore. Ecco le direzioni del percorso, tappa dopo tappa.

  1. Cervello di profilo attraversato da reti di segnali luminosi

    Il cervello e il dolore

    Insegnare al cervello a non amplificare il dolore

    Nella fibromialgia il dolore è spesso nociplastico: il sistema nervoso diventa più sensibile e amplifica i segnali, anche senza un danno ai tessuti. È il cervello a regolare quanto dolore senti — e su quei processi possiamo agire in modo diretto, imparando a calmare le aree che lo tengono acceso.

  2. Uomo che dorme su un fianco con i punti del dolore accesi lungo la schiena

    Il sonno che ristora

    Spezzare il circolo tra dolore e sonno

    Il sonno non è solo una conseguenza del dolore: ne è anche una causa. Un sonno che non ristora abbassa la soglia del dolore e alimenta stanchezza e infiammazione — che a loro volta disturbano il sonno. Prendersi cura del sonno è uno dei modi più concreti per allentare il dolore.

  3. Donna che regge la spesa e parla al telefono, circondata dalle figure sfumate della famiglia

    Lo stress e le emozioni

    Abbassare l'allerta che tiene il corpo in tensione

    Stress, ansia e carico mentale mantengono il corpo «in allerta» e abbassano la soglia del dolore. Imparare a riconoscerli e a regolarli agisce in modo indiretto ma profondo sul terreno quotidiano su cui il dolore cresce o si placa.

  4. Figura umana intera con il sistema nervoso acceso, cellule immunitarie e organi

    Il corpo come sistema

    Curare il terreno: intestino, immunità, stile di vita

    La fibromialgia è sistemica: cervello, intestino e sistema immunitario dialogano di continuo, e in questa condizione quel dialogo si altera. Lavorare su sonno, movimento e alimentazione anti-infiammatoria rende il corpo un terreno meno favorevole al dolore. Agire su un sistema alleggerisce anche gli altri.

    Intestino e microbiota
    Intestino
    Sistema immunitario e infiammazione
    Immunità
    Alimentazione anti-infiammatoria
    Stile di vita
  5. Figura seduta in raccoglimento: cervello, colonna e organi interni collegati da una scia di luce

    Il filo conduttore

    Il sintomo è una porta, non un nemico

    Ciò che tiene insieme tutte le tappe è una competenza: comprendere la tua condizione e ascoltare il tuo sintomo. È questo che permette di imparare come pensare e come comportarsi quando arriva una crisi — invece di subirla. Il dolore, la stanchezza, l'insonnia non sono solo qualcosa da spegnere: sono anche una porta d'accessoper capire cosa, nella tua vita, chiede di essere ascoltato e cambiato.

Il lavoro psicologico non sostituisce le cure mediche: le affianca, lavorando sul terreno biologico, emotivo e comportamentale su cui la condizione si manifesta.

In concreto

Le direzioni del lavoro prendono forma in un percorso con fasi chiare, costruito attorno alla tua situazione specifica.

Come funziona il percorso

01

Colloquio telefonico

Per conoscerci e capire insieme se questo percorso è quello giusto per te.

Durata: 30 minuti

02

Primo colloquio

Un colloquio clinico per raccogliere in modo approfondito la tua storia e la situazione attuale: la base da cui partire per la valutazione successiva.

Durata: un'ora e mezza

03

Test e valutazione specifica

Test standardizzati, pensati sull'ambito specifico del percorso. Li svolgi in autonomia, a casa, in un momento e in un posto tranquillo.

In autonomia, da casa

04

Secondo colloquio

Un colloquio per condividere i risultati della valutazione e costruire insieme le basi del percorso.

Durata: un'ora e mezza

05

Sedute strutturate personalizzate

Una seduta per ciascun ambito del lavoro clinico Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico legato al dolore cronico.

Durata: un'ora

Video corsi privati

Accesso a corsi privati in video, pensati per accompagnare il percorso clinico.

Esercizi pratici quotidiani

Esercizi pratici da fare a casa ogni giorno, per continuare il lavoro anche tra una seduta e l'altra.

Gruppo WhatsApp dedicato

Uno spazio di continuità e sostegno tra una seduta e l'altra, per non sentirsi soli nel percorso.

Network di professionisti

Quando serve, il raccordo con medici e specialisti di riferimento, per un lavoro davvero integrato.

Metodo e fonti

Scienza, non promesse

Il percorso si basa sulle evidenze più solide e aggiornate — e ti spiego sempre cosa dice la ricerca e cosa no, anche quando la risposta è «non lo sappiamo ancora».

  • Classificazione ICD-11 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (dolore cronico primario)
  • Linee guida internazionali EULAR e ACR sulla fibromialgia
  • Studi peer-reviewed di reumatologia, neurologia e medicina del dolore
  • Il modello PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia)
  • Il lavoro clinico quotidiano con chi convive con dolore cronico

Chi ti accompagna

Ritratto del Dott. Edoardo Calderoni

Dott. Edoardo Calderoni

Psicologo Clinico e Biotecnologo, specializzato in Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI). Per molti anni sono stato io stesso un paziente con dolore cronico: conosco da dentro la fatica di rincorrere risposte parziali e di sentirsi dire che «è tutto nella testa». È da quell'esperienza, unita allo studio, che nasce il modo in cui lavoro oggi.

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio — n. 32489. Ricevo a Roma (zona Bravetta/Monteverde) e online.

La mia storia

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La fibromialgia si può guarire?

In medicina il termine «cronico» non significa necessariamente «permanente»: indica prima di tutto una condizione che dura nel tempo. Nel caso del dolore cronico si parla in genere di un dolore che persiste da più di 3 mesi.

La fibromialgia è una condizione trattabile: è possibile intervenire su più fronti per ridurre l'intensità, la frequenza e l'impatto dei sintomi sulla vita quotidiana.

Non sempre è corretto parlare di «guarigione» in senso classico, perché la fibromialgia non dipende da una singola causa da eliminare: è una condizione complessa, che coinvolge diversi sistemi dell'organismo. L'obiettivo del percorso non è promettere una scomparsa immediata e definitiva dei sintomi, ma ridurre i momenti di malessere, aumentare quelli di benessere e aiutare la persona a recuperare stabilità, energia e qualità di vita.

La fibromialgia è «psicosomatica» o «tutto nella testa»?

No. La fibromialgia non è «tutto nella testa» e non va considerata una condizione immaginaria. È una condizione reale e sistemica, che coinvolge il sistema nervoso, quello endocrino e immunitario, il sonno, la regolazione dello stress e la percezione del dolore.

Il lavoro psicologico non serve a dire che il dolore «non esiste». Al contrario, serve a intervenire sul terreno biologico, emotivo, cognitivo e comportamentale su cui il dolore si mantiene, si amplifica o diventa più difficile da gestire.

In questo senso la psicologia non nega il corpo: lavora con il corpo, attraverso la regolazione della mente, delle emozioni, dello stress e dei comportamenti quotidiani.

A cosa serve un percorso psicologico se il dolore è fisico?

Nessun dolore è mai soltanto fisico, e questo è particolarmente vero nella fibromialgia, dove si parla spesso di dolore nociplastico: un dolore legato a un'alterazione dei meccanismi con cui il sistema nervoso percepisce, regola e amplifica i segnali dolorosi. Non significa che il dolore sia inventato: significa che il sistema nervoso può diventare più sensibile e reattivo, facendo percepire dolore anche in assenza di un danno evidente ai tessuti.

Un percorso psicologico è utile per due motivi. Il primo riguarda la relazione con il sintomo: una mente più calma, meno giudicante e capace di rispondere al dolore senza entrarci in conflitto può ridurre l'attivazione dei circuiti cerebrali che ne amplificano la percezione.

Il secondo riguarda la regolazione di stress, ansia, umore e abitudini: quando questi aspetti non vengono gestiti, contribuiscono a mantenere uno squilibrio sistemico e ad aumentare la sensibilità al dolore, la fatica e la tensione. Il lavoro psicologico affianca le cure mediche: non le sostituisce.

Il percorso si può fare online?

Sì. I colloqui e le sedute possono svolgersi online in tutta Italia, oppure in presenza a Roma, in zona Bravetta/Monteverde.

I test e le valutazioni possono essere svolti da casa in autonomia, seguendo le indicazioni fornite durante il percorso.

Il percorso sostituisce le cure mediche?

No, e non deve sostituirle. Il percorso psicologico affianca il lavoro del medico, degli specialisti e delle eventuali terapie già in corso.

L'obiettivo è integrare il trattamento, lavorando sugli aspetti emotivi, cognitivi, comportamentali e psicofisiologici su cui la psicologia e la PNEI possono incidere.

Quanto dura?

Non esiste una durata uguale per tutti. Ogni percorso è individuale e viene costruito in modo personalizzato: la durata dipende dalla situazione di partenza, dalla complessità dei sintomi, dagli obiettivi della persona e da quanto emerge nella valutazione iniziale.

Dopo il primo inquadramento si definisce insieme un percorso adatto alle esigenze specifiche, con obiettivi realistici e progressivi.

Iniziamo con un colloquio conoscitivo

Il primo passo è parlarne insieme, senza impegno, per capire se questo percorso è adatto alla tua situazione.

Richiedi un colloquio conoscitivo